Specifiche per l’invio del contributo

Gli autori dovranno inviare i contributi a segreteria@ruskin200.it entro il 30 giugno 2019. Il testo, in versione definitiva, dovrà essere strutturato secondo le presenti Norme Redazionali e potrà essere redatto in lingua italiana o in lingua inglese.

Per ogni contributo dovrà essere consegnato un file di testo (massimo 15.000 battute spazi e note incluse), un file per le didascalie delle immagini e una cartella con le immagini (massimo 8).

Il file di testo (.doc o .rtf) dovrà essere organizzato come segue:

  • titolo ed eventuale sottotitolo;
  • nome dell’autore, Dipartimento di afferenza, Università, Paese, contatto mail;
  • abstract in inglese (massimo 1000 battute spazi inclusi);
  • massimo 5 parole chiave;
  • l’articolo completo di note e bibliografia;
  • le didascalie delle immagini (con l’indicazione dei credits, anche nel caso di elaborazioni dell’autore).

L’autore dovrà nominare il file secondo la seguente sintassi: Cognome, iniziale nome_lettera sessione (A/B/C/D/E), numero tematica (1, 2, 3…)_fullpaper
Esempio: RossiA_A2_fullpaper
Lo stesso file andrà salvato anche in formato .pdf
L’autore dovrà conservare una copia di tutta la documentazione inviata.

Il testo deve essere libero, per quanto possibile, da formattazioni. Si richiede in particolare di astenersi dall’uso delle tabulazioni, rientri, spazieggiati, grassetti, sottolineati. Il corsivo e il maiuscoletto sono ammessi solo nei casi previsti dai successivi paragrafi.

La presentazione del contributo implica che lo stesso sia inedito. Gli autori garantiranno, inoltre, che il contenuto e le immagini pubblicate non siano sottoposte a copyright. Particolare attenzione dovrà essere posta nel richiamare le fonti e gli eventuali lavori di altri autori; ogni citazione dovrà essere debitamente verificata dall’autore.

Il Comitato Organizzatore si riserva di chiedere agli autori di apportare le modifiche/integrazioni eventualmente suggerite dai referee.

1. NORME DI CARATTERE GENERALE

BRANI RIPORTATI
I brani riportati di una certa lunghezza verranno composti in corpo minore del testo. Sarà opportuno formattarli in una o due scalature più piccole rispetto a quella del testo, ovviamente senza porre le virgolette. I brani riportati brevi, inseriti nel testo, vanno tra doppie virgolette in basso (« »). Se detti brani contengono, a loro volta, altre citazioni, queste vanno contraddistinte con virgolette doppie in alto (“ ”).

Eventuali omissioni dei brani riportati saranno indicate con tre puntini tra parentesi quadre […].

NOTE
Le note vanno contraddistinte con numerazione progressiva continua iniziando da 1: il numero di richiamo deve essere posto in esponente, senza parentesi, dopo un eventuale segno di interpunzione:

Es.: «la citazione del verso,1 anche se frammentaria, …».
USO DEL CORSIVO
L’uso del corsivo nel testo si deve limitare ai seguenti casi:

  • parole straniere che non sono di uso comune;
  • titoli di libri, film, opere pittoriche, ecc.

2. CITAZIONI BIBLIOGRAFICHE
Le citazioni bibliografiche delle note devono essere quanto più è possibile complete di tutti gli elementi, e cioè:

  • il maiuscoletto, con l’iniziale maiuscola, è il carattere destinato a contraddistinguere gli autori (non i curatori, prefatori, redattori etc. che dovranno essere citati in caratteri normali). Nelle citazioni è preferibile indicare per esteso il nome di battesimo almeno la prima volta che viene citato: successivamente potrà essere riportata la sola iniziale puntata.

Per le opere miscellanee si eviti l’abbreviazione “AA.VV.” che non ha alcuna valenza bibliografica, riportando solo il titolo del volume o il primo cognome degli autori seguito da ‘et alii’;

  • titolo dell’opera in corsivo;
  • eventuale indicazione del volume con cifra romana, senza far precedere vol.;
  • luogo di pubblicazione; numero dell’edizione, quando non sia la prima, con numero arabo in esponente all’anno citato, es.: 19322; indicazione delle pagine interessate;
  • nome dell’editore e, per le edizioni antiche, del tipografo;
  • data di pubblicazione;
  • eventuale collezione a cui l’opera appartiene, in parentesi tonde e tra virgolette, con il numero arabo o romano del volume;
  • rinvio alla pagina (p.) o alle pagine (pp.) (le pagine in numerazione romana andranno in maiuscoletto). I suddetti elementi vanno separati tra loro da una virgola che può essere omessa fra l’editore e l’anno;
  • la citazione del numero di pagine complessive di un volume deve necessariamente comprendere l’ultima pagina pari, anche se bianca.

Esempi:

  • Benedetto Croce, La poesia di Dante, Bari, Laterza 19435, p. 256.
  • Luigi Salvatorelli, Profilo della storia d’Europa, II, Torino, Einaudi 19442 («Biblioteca di cultura storica», XV), pp. 809-812; oppure p. 809 sgg. (è preferibile però, precisare sempre le pagine).
  • Alessandro Manzoni, Opere, a cura di R. Bacchelli, Milano-Napoli, Ricciardi 1953 («La letteratura italiana – Storia e testi», 53).

Per gli articoli di riviste segnare, come sopra, nome dell’autore in maiuscoletto e titolo dell’articolo in corsivo, il titolo della rivista in tondo tra virgolette « » con le seguenti indicazioni disposte in quest’ordine:

  • eventuale serie, in cifra romana, con l’abbreviazione s.;
  • annata o volume della rivista in cifra romana; solo se l’annata non corrisponde al volume, si indichi l’una e l’altra con le abbreviazioni “a.”, “vol.”;
  • anno solare della pubblicazione della rivista in cifra araba;

Esempi:

  • Giovanni Tassoni, Le inchieste napoleoniche nei dipartimenti delle Marche, «Lares», XXX, 1964, pp. 173-187.
  • Pietro Quaroni, Neutralità impossibile, «Nuova antologia», LXXXIX, 1954, pp. 451-472.
  • Walter Binni, II teatro comico di Cimiamo Gigli, «La rassegna della letteratura italiana», s. XII, vol. VII, 1959, pp. 417-434.

La citazione bibliografica sarà preceduta da «cfr.» quando si rinvia genericamente al contenuto dell’opera e delle pagine specifiche che si indicano; non sarà preceduto da ‘cfr.’ né da ‘vedi’ o simili quando si riportano passi o frasi contenuti nell’opera a cui si rinvia.
Nel caso di elenchi nei quali non si desideri ripetere il nome dell’autore, evitare le abbreviazioni “Id” e “Ead” utilizzando un lineato lungo che ha la stessa valenza a livello internazionale.

3. ILLUSTRAZIONI
Tutte le immagini dovranno essere dotate del nome dell’autore e della numerazione progressiva corrispondente a quella delle didascalie, che verranno separatamente fornite in elenco su apposito file di testo (.doc o .rtf). Si richiedono fotografie in alta risoluzione, in formato .tiff o .jpg (risoluzione a 300 DPI alla fonte nel formato previsto), .eps o .pdf, di dimensioni minime 21 cm.

Le immagini non devono essere inserite nel file di testo ma fornite in file separati all’interno della cartella. Nel testo dovrà essere inserito il riferimento alle immagini indicando nella posizione specifica (Fig. 1, 2, …)

Convenzioni per le didascalie delle illustrazioni
Le didascalie delle illustrazioni, interamente in corsivo, vanno precedute dal loro numero progressivo, immediatamente seguito da un punto. Occorre quindi indicare:

  • nel caso di fotografie di soggetti privi di un autore bene individuabile (paesaggi, brani urbani, monumenti o architetture anonimi o fortemente stratificati), il nome del soggetto alto/basso, seguito da una virgola e dal luogo, anch’esso in alto/basso;
  • nel caso di soggetti con uno o più autori bene individuabili (architetture, opere di scultura, dipinti, stampe, ecc.), l’iniziale puntata del nome e il cognome degli autori (eventualmente separati da virgole) alto/basso, seguiti da una virgola e dal nome dell’opera. In caso di soggetti architettonici seguirà, separato da una virgola, il luogo; in caso di soggetti artistici eventualmente, tra parentesi tonde, il luogo di conservazione. La datazione, se presente, andrà posta, separata da una virgola, prima dell’indicazione del luogo. In caso di stampe contenute in volumi, dopo il titolo dell’immagine andranno fornite le informazioni bibliografiche sul volume stesso, secondo le regole già indicate, precedute da una virgola e dalla dizione “da” in tondo.

Esempi:

1. Palazzo Vecchio, Firenze
2. G.L. Bernini, Colonnato di San Pietro, Roma
3. F. Granacci, La cattura di Giuseppe, 1515 ca. (Firenze, Uffizi)
4. J. Barozzi da Vignola, Piedistallo dell’ordine corinzio, da Regola delli cinque ordini d’architettura, s.l. [1562], tav. XXIV

4. ABBREVIAZIONI

Usare la forma corrente delle abbreviazioni. Se ne dà un elenco, che vuol essere solo indicativo:
a = anno
a.C. = avanti Cristo
an. = anonimo
anast. = anastatico
app. = appendice
art., artt. = articolo-i
autogr. = autografo-i
cap., capp. = capitolo-i
cfr. = confronta
cit., citt. = citato-i
cl. = classe
cm, m, km = centimetro, ecc. (non puntati)
cod., codd. = codice-i
col., coll. = colonna-e
d.C. = dopo Cristo
ecc. = eccetera
ed. = edizione
es. = esempio
f., ff. = foglio-i
f.t. = fuori testo
facs. = facsimile
fasc. = fascicolo
fig., figg. = figura-e
ibid. = per indicare lo stesso luogo o pagina all’interno di un titolo citato
Id. = idem
ivi = per indicare lo stesso luogo con pagina diversa
lett. = lettera-e
loc. cit. = luogo citato
misc. = miscellanea ms.,
mss. = manoscritto-i
n.n. = non numerato
n., nn. = numero-i
nota = nota (sempre per esteso)
n.s. = nuova serie
n.t. = nel testo
op. = opera
op. cit. = opera citata (quando sostituisce interamente il titolo e altre indicazioni)
p., pp. = pagina-e
passim = passim (la citazione ricorre frequente nell’opera citata)
r = recto (per la numerazione delle carte dei manoscritti)
s. = serie
s.a. = senza anno di stampa
s.d. = senza data
s.e. = senza indicazione di editore
s.l. = senza luogo
s.n.t. = senza note tipografiche
s.t. = senza indicazione di tipografo
sec., secc. = secolo-i
sez. = sezione
sg., sgg. = seguente-i
suppl. = supplemento
t., tt. = tomo-i
tab., tabb. = tabella-e
tav., tavv. = tavola-e
tit., titt. = titolo-i
trad. = traduzione
v = verso (per la numerazione delle carte dei manoscritti)
v., vv. = verso-i
vol., voll. = volume-i